E se il tuo continuo fare fosse una risposta ad un vecchio trauma?
E se quel bisogno di fare, di impegnarti, sacrificarti e non trovare tempo per te fosse conseguenza di traumi che arrivano dal passato?
Cosa cerchi di dimostrare al mondo, agli altri, a te soffocando il tuo piacere, la tua giocosità, la tua voglia di vivere?
Pensi di valere di più se fai di più?
Il trauma è:
la tua risposta ad un evento esterno che ha sovvertito il tuo sistema nervoso, emotivo, psicologico, relazionale
oppure
la ripetizione continua di eventi e situazioni che hanno modificato la percezione del tuo essere, del tuo valore.
Il piacere, quello stato di gioia e di leggerezza, non è connesso al meritartelo in base a quello che fai o non fai, a quanto sei brava, sei intelligente, buona ma al semplice fatto che SEI, che ESISTI.
Così dovrebbe essere per tutti.
Senza andare a ricercare chissà quali eventi il periodo stesso della scuola, ad esempio, può essere visto come un momento in cui i traumi hanno avuto terreno fertile: si creano competizioni, si costruiscono ruoli e personaggi che ti porti dietro anche da adulta. È il periodo in cui entri in relazione con gli altri, muovi i primi passi verso l’esporti, è un delicato momomento in cui impari ad imparare lasciando entrare nuove nozioni dentro di te.
Se dietro quel banco però apprendi avendo paura, dubitando di te ogni informazioni che entrerà nel tuo sistema sarà accompagnata dalla paura, dalla vergogna, da un senso di andeguatezza.
Il nuovo viaggerà a braccetto con la diffidenza, con uno stato di allerta, di mancanza di fiducia… il canale non sarà libero e lotterai contro le idee e il pensare. Non sarai curiosa e ricettiva ma attenta a nascondere la tua vulnerabilità, la paura di non essere all’altezza, di sentirti presa in giro, giudicata e gli scenari che si andranno a sviluppare, anche se diversi, avranno tutti come comune denominatore un elemento: la paura.
- La brava bambina ubbidiente ha paura
- Il bambino iperattivo ha paura
- La “prima” della classe ha paura
- La bambina con “disturbi dell’attenzione” ha paura.
- Il bambino “svogliato” ha paura
- L’insegnante ha paura…
⭢ La regola del tacito consenso che mantiene in vita questo gioco è pretendere di non averla.
Immagina se al tuo fianco nel momento di paura, di disagio, di vergogna, di dolore ci fosse stata una persona pronta ad accoglierti e a tranquillizzarti.
Una persona, che difronte quello che viene chiamato errore, invece di punirti (umiliandoti davanti a tutti) ti avesse presa per mano e ti avesse aiutata a comprendere lo sbaglio e a trovare le risorse dentro di te per trasformare quell’esperienza in un’occasione di crescita.
In tal caso non avresti avuto bisogno di nascondere di aver paura, non ti saresti identificata con l’errore ma con dignità e integrità avresti potuto riconoscere dove hai sbagliato e autoregolarti.
I traumi senza un testimone accogliente e compassionevole traumatizzano: creano un tabù e una sorta di tacito consenso che perpetua nel tempo e che viene trapassato alle generazioni successive.
Ecco perché oggi preferisci continuare a fare, dimostrare, nascondere invece di essere, stare e trasformare quello che c’è.
Quello che mi preme dirti è: non aver paura della paura, non aver paura del dolore…non ti uccidono ma ti rendono più forte.
Non temere la solitudine altrimenti non incontrerai mai te stessa e continuerai a svenderti pur di essere accettata.
Fermati, Respira, Stai e abbi il coraggio di mostrati al mondo per chi sei…e se non sai chi sei è perché ti sei allontanata troppo dalla tua essenza e allora quello stare e respirare diventano ancora più urgenti.
Per farlo c’è bisogno di smettere di raccontartela e aver il coraggio di stare, sovvertire il sistema e metterti al primo posto.
In questo percorso ti guido verso la capacità di ricevere, di Essere, di incontrare la tua bellezza imparando a usare la paura come un’energia che ti conduce verso il nuovo e non più come una nemica da combattere o un’emozione da nascondere.
E se non sai da dove partire inizia dalla gratitudine: sii grata per ciò che già hai, la tua famiglia, i tuoi animali, la tua casa il tuo tempo, il tuo corpo è così che potrai sempre più accogliere il gioco e i piacere nella tua vita.
Ora chiudi gli occhi, salta sull'altalena e lasciati spingere dal vento!
In Roots&Desire ti insegno a tornare comunicare con la tua vera natura usando il piacere come ponte: i desideri, i tuoi desideri, parlano alla tua anima e ti conducono alla tua verità.