Barbara Spagnolo – Psicologa clinica

meccanismo mal sano

Meccanismo mal sano

Qual è quel meccanismo mal sano che ci fa aspettare il week-end, le vacanze o addirittura la pensione per iniziare a vivere veramente?

Se c’è una cosa che ho imparato nella mia vita, a discapito di avere una vita ordinaria, è aspettare il momento giusto o la situazione giusta o la persona giusta per fare ciò che fa battere il mio cuore, per amare, per darmi.

Quando entriamo in quell’attesa stiamo dicendo alla vita “aspetta, non sono ancora pronta, non è ancora il momento” erogandoci il diritto di sapere quando sarà il momento giusto. Quando lo facciamo ci stiamo prendendo in giro, viviamo in un’illusione declinata da un tempo determinato, con il solo fine di non farci toccare veramente dalla vita,

Se imparassimo a vivere con consapevolezza i nostri giorni sapremmo cogliere che ogni momento è un tempo prezioso donatoci, sapremmo dare valore a chi siamo, alle persone che abbiamo intorno, alle esperienze vissute, ai piccoli gesti, ad ogni abbraccio dato e ricevuto, ad ogni sguardo incrociato, ad ogni lezione appresa, ai silenzi, alle pause.

Invece la mente ordinaria pone l’attenzione costantemente su quello che sarebbe potuto essere, su quello che non è stato o su quello che sarà continuando a mettere filtri e divizioni.

Se imparassimo a vivere la morte non come un tabù ma come intrinseca alla vita ci sceglieremmo ogni giorno, vivremmo ogni momento come se fosse l’ultimo non lasciandoci definire da risultati esterni. Smetteremmo di compararci gli uni agli altri, di mettere l’attenzione su ciò che manca, di vivere in apnea pensando che un giorno potremmo finalmente tornare a respirare.

Se fossimo consapevoli del nostro morire istante per istante vivremmo istante per istante, non ci lasceremmo schiacciare dagli eventi subendoli ma li attraverseremo da veri protagonisti.

Ognuno di noi ha i propri modi per farlo, io te lo insegno passando attraverso l’apertura del cuore e riconducendoti al corpo.

Lasciando il cuore aperto eviti che il dolore si trasformi in sofferenza.

Lasciando il cuore aperto permetti al tuo corpo di vibrare nella verità, anche quando fa male.

Lasciando il cuore aperto lo lasci espandere nell’amore, non lo atrofizzi, lo alleni ad essere elastico per accogliere la bellezza che ti circonda.

Lasciando il cuore aperto lasci che le crepe si possano trasformare in cicatrici che parlino di te, della tua unicità, che ti ricordino che sei vivo e che hai il diritto ed il dovere di amare anche per chi non c’è più.

Lascando il cuore aperto cambi il paradigma da cui guardi l’evento: lo sguardo si volge verso il pieno e non più verso la mancanza.

Se stai soffrendo per una separazione so che ciò che scrivo può sembrarti difficile da mettere in atto ma per piacere non chiudere il tuo cuore, non diventare cinico, non smettere di amare, di fare entrare Luce.

È proprio in questi momenti, quando la terra ci trema sotto i piedi e quando la paura si mescola al dolore che siamo chiamati a respirare più profondamente e a includere quello che è.

Sentimenti

Sentire rabbia, disillusione, senso di colpa, paura di non farcela è umano e spesso sono reazioni al grande dolore che hai dentro. Questi sono solo passaggi ed è tua responsabilità andare oltre affidandoti a chi ti possa sostenere a trasformare questa potente energia che sottende il dolore nella capacità di connetterti in maniera ancora più profonda alla VITA.

La vita è un viaggio meraviglioso e va vissuto in un tutta la sua pienezza e nell’intensità del momento presente “senza se” e “senza ma”.

 

Se vuoi sono qui per sostenerti in questa fase delicata, a portarti a sentire che dentro te hai tutto ciò che è necessario per vivere nonostante tutto o grazie a tutto.

 

Che il tuo cuore possa includere la Vita nella sua complessa dualità e perfetta bellezza!

Barbara