Non sei una diagnosi
Se sedici anni fa mi fossi lasciata definire dalla diagnosi di endometriosi, identificandomi con la malattia, non avrei fatto altro che rinforzare gli schemi malsani nascosti sotto quei sintomi.
Ricordo ancora quando ho visto il referto e l’ecografia: non potevo credere ai miei occhi.
La prima domanda che mi è arrivata è stata immediata:
cosa ti sei fatta?
cosa ti stai facendo?
Il mio corpo stava rispondendo a una forte svalutazione (mia e generazionale), al mio adattarmi, al mio bollire interno e a un forte senso di ingiustizia.
Tutto dentro si era aggrovigliato.
Il flusso nella zona del basso ventre si era rallentato, trattenuto per paura di esprimere chi sono e dare spazio alla mia voce.
Era tutto annodato.
Ricordo quel periodo come uno dei momenti più trasformativi della mia vita.
Ero determinata a stare bene, a smettere di soffocare la mia essenza, a smettere di capire, analizzare e interpretare ogni cosa con la mente e a non scendere più a compromessi solo per essere accettata e voluta bene.
La scelta
Ho deciso di non fare l’intervento e di non seguire la cura ormonale, non per andare contro la medicina o il sistema sanitario ma perché sentivo e sapevo che dentro di me potevo attingere a forze ancestrali che mi avrebbero aiutata a guarire.
In realtà la decisione più importante è stata un’altra.
Uscire dall’atteggiamento vittimistico.
Ho riconosciuto che ero io ad aver creato quel sintomo e che ero anche l’unica che poteva portare ordine dentro di me. Riconoscere questo potere è estremamente liberatorio.
Il corpo riflette il modo in cui ti tratti
Gli altri, gli eventi, l’amato, l’amata sono il riflesso di come tu ti tratti, come ti percepisci ma allo stesso tempo riflettono le parti di te che fai entrare nel tuo campo percettivo.
Quello che ti racconti diventa reale.
Ciò su cui porti attenzione si rinforza.
Non sei una semplice osservatrice della realtà, perché nel momento in cui osservi e lo fai con consapevolezza influenzi il campo e la realtà stessa.
Abbi il coraggio di prenderti cura di te oltre quello che vedi.
Non sei una diagnosi.
Non sei il tuo conto in banca.
Non sei una relazione finita.
Non sei un lavoro andato a male o un’amicizia che si è chiusa.
La vita chiede di essere vissuta in profondità e fino in fondo.
Dando il meglio di te, non il massimo.
Se vuoi imparare a farlo portando in coerenza mente, cuore, emozioni e sistema nervoso puoi prenotare una call conoscitiva.
Insieme, senza impegno, valutiamo se posso essere la persona giusta per accompagnarti in questo percorso.
Quando smettiamo di restare dentro ciò che è conosciuto e scegliamo di andare oltre l’ordinario, tutto cambia e diventa più magico, più vero.
Con Presenza,
Barbara